Ipo Ferrovie Dello Stato

Ipo ferrovie dello stato

IPO come alternativa di investimento

In questo articolo non parliamo come al solito di trading, ma analizziamo una delle possibili alternative all’investimento Forex o azionario: l’IPO Ferrovie dello Stato.

A che punto siamo?

Innanzitutto chiariamo subito di cosa stiamo parlando:
Una IPO (Initial Public Offering) è un’offerta al pubblico dei titoli di una società che intende sbarcare per la prima volta in Borsa.

Si tratta dunque di un’investimento rischioso, quasi una scommessa perché investire in una società durante una fase iniziale di quotazione non consente di avere a disposizione molte informazione, né grafiche né di bilancio.

A fronte dei rischi correlati tuttavia, molto spesso un investimento in IPO può portare a rendimenti molto elevati in brevissimo tempo: queste operazioni infatti sono nella quasi totalità dei casi precedute da promozioni e pubblicità che stuzzicano l’appetito degli investitori, alimentando l’attesa ed il potenziale interesse a comprare le azioni in quotazione.

Quest’attesa è ancora maggiore se si tratta di aziende ben conosciute, come nel caso specifico di Ferrovie dello Stato, che rientra a pieno diritto in questa categoria.

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La sua quotazione è sicuramente una delle più attese nel corso dell’anno, benché sia stata annunciata e già rinviata ormai da molti mesi.

 

TEMPI ALLUNGATI PER LA QUOTAZIONE

L’IPO Ferrovie dello Stato rientra nel piano governativo delle privatizzazioni, in accordo con la commissione europea ed i target di riduzione del debito pubblico.

L’amministratore delegato FS Renato Mazzoncini aveva predisposto l’intero piano e le tempistiche dell’operazione nel settembre 2016, prevedendo lo sbarco finale in Borsa inizialmente entro settembre 2017; il Sole 24 Ore ha riportato però qualche giorno fa la notizia di un possibile slittamento della quotazione al 2018, soprattutto a causa dell’allungamento nei tempi per le autorizzazioni governative, che secondo alcuni ben informati potrebbero richiedere molto più tempo del previsto.

A questi rumors si sono aggiunte le voci su perplessità del governo per alcuni dei punti cruciali dell’intera operazione, soprattutto in capo al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio.

In ogni caso i vertici di FS continuano nella fase di scelta dell’Advisor finanziario per la quotazione, con il cerchio che sembra essersi ridotto ai nomi di Equita, Rothschild e Lazard.

 

OBIETTIVI DELLE IPO

Mettiamo un punto fermo sulle motivazioni che spingono un’azienda alla quotazione sul mercato azionario.

Gli obiettivi possono essere due:

 

1 – Reperimento di capitali per finanziare la crescita dell’azienda;

2 – Monetizzare il valore aziendale.

 

Nel primo caso si ritrovano tutti gli esempi di imprese in forte crescita, che cercano attraverso l’IPO di reperire nuove fonti finanziarie da investire nell’azienda.

Si tratta dunque di un investimento molto interessante per il piccolo azionista, in quanto l’acquisto di nuovi macchinari, di tecnologie, R&S oppure l’ingresso in altre aziende rappresenta spesso la fase iniziale di un periodo di forte crescita in termini di fatturato e utili per l’impresa in oggetto.

Dal nostro punto di vista di piccoli trader sono queste le operazioni di IPO più interessanti, che molto spesso avvengono tramite OPS, ovvero Offerte Pubbliche di Sottoscrizione: vengono emesse nuove azioni a fronte di un aumento di capitale, con diluizione del controllo per i soggetti proprietari.

Talvolta l’OPS è un percorso obbligato per l’azienda in quanto, in alternativa, sarebbe costretta a ricorrere ad uno o più finanziamenti bancari, con costi e commissioni naturalmente più elevati

Dobbiamo cercare invece di evitare a tutti i costi i casi rappresentati dal secondo punto indicato sopra.

Ipo ferrovie dello stato

L’azienda cerca in questo modo di monetizzare il valore dell’impresa, in altri termini sfrutta la quotazione per “fare cassa” e vendere le proprie azioni nel momento di maggior successo.

Molto spesso questa è la soluzione scelta dalla tipica azienda familiare italiana, che una volta sfruttato il marchio e beneficiato del successo imprenditoriale decide di sottrarsi alla concorrenza del mercato proprio nel momento in cui raggiunge il culmine della crescita; in tal modo la famiglia proprietaria può uscire dall’azienda traducendo in denaro il valore creato nel tempo.

Per i nuovi azionisti ovviamente non si tratta di un’ottimo momento per fare il loro ingresso nell’azienda: sebbene in qualche caso ci possano essere ancora reali prospettive di crescita, è molto probabile che il picco di successo sia stato già raggiunto.

Questa seconda tipologia di IPO è anche il modello utilizzato nei processi di privatizzazione di aziende pubbliche: lo Stato cede tutto o parte del controllo nel tentativo di fare cassa e ridurre il debito pubblico, oppure in altri casi per aumentare la concorrenza in alcuni settori economici o riformare degli enti pubblici decotti.

La quotazione di Ferrovie dello Stato rientra in questa tipologia di IPO, e per questo motivo porta con sé molte criticità e rischi d’investimento.

 

VERSO LA QUOTAZIONE DELLE FRECCE

La strategia per la privatizzazione di FS non prevede l’inclusione dell’intera Holding ma solamente della parte relativa alle Frecce (quindi l’alta velocità) ed agli Intercity.

Mentre la gestione dei treni dovrebbe finire in mani private, la proprietà dei binari e delle infrastrutture (in pratica l’essential facility) resterà pubblica, con un prevedibile vantaggio per i futuri azionisti vista l’onerosità degli interventi di manutenzione e rinnovo delle linee.

I numeri del piano per la divisione Frecce e Intercity sono i seguenti:

  • Fatturato di € 2,4 miliardi;
  • Previsione di fatturato a 10 anni € 3 miliardi;
  • Margine operativo di € 1 miliardi;
  • Margine stabile e pari al 30% del fatturato;
  • 3.000 bus per il trasporto su gomma, in aggiunta alle linee ferroviarie;
  • Investimenti per € 94 miliardi in 10 anni;
  • Possibili acquisizioni sul mercato estero per € 1,4 miliardi;
  • Quota del fatturato “fuori rotaia” (ovvero su gomma) pari al 70% tra 10 anni.

La privatizzazione riguarderà almeno il 30% del capitale FS, con l’obiettivo di evitare l’ingresso di grossi gruppi industriali nella compagine sociale; si cercherà dunque di favorire i piccoli risparmiatori, puntando ad un collocamento di “tipo diffuso” ed alla “Public Company”, che renderebbe l’IPO Ferrovie dello Stato un investimento ideale per l’azionista di piccole dimensioni.

 

COME RICONOSCERE UNA IPO VINCENTE

In conclusione, l’IPO Ferrovie dello Stato è un investimento dalle caratteristiche vincenti?

Le migliori IPO, sia nel caso di OPS che di OPV, sono quelle che destinano alla quotazione solo la parte più redditizia di un gruppo industriale, lasciando fuori dal mercato le attività che producono meno utili.

Non tutte le aree di gestione di una realtà aziendale infatti conseguono risultati dello stesso livello; proporre al mercato il miglior settore ha come obiettivo quello di far emergere i suoi margini e utili da quelli generali del gruppo, che molto spesso annacquano e pregiudicano i risultati delle aree più redditizie.

Inoltre la nuova società quotata avrà una propria autonomia decisionale, in precedenza collocata in cima all’intera realtà imprenditoriale; questo porta con sé una maggiore libertà d’azione, una maggiore snellezza nonché incentivi ai manager mirati ai risultati conseguiti, che spingono la nuova azienda a nuovi e migliori obiettivi.

La quotazione delle azioni Ferrovie dello Stato sembra dunque una buona occasione di investimento per chi ricerca rendimenti sopra la media, rispettando le caratteristiche sopra citate.

Appuntamento per l’inizio del 2018.

 

Happy and healty trading.

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Tags: borsa,finanza,trading

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